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Divorzio e mantenimento: nuove regole

La situazione si complica molto per le ex mogli che si apprestano a separarsi dai mariti. Il divorzio infatti si affida a nuove regole che comporteranno nuove tendenze e finali estremamente costosi. Ma non solo in termine di spese legali.

Secondo le novità emerse molte donne potrebbero incontrare non pochi problemi per ottenere un assegno di mantenimento. Il nuovo scenario, che andremo a illustrare di seguito, arriva con la sentenza 11504/2017.

Cause di divorzio: che cosa cambia?

La Corte di Cassazione si è espressa in merito a un caso in particolare di divorzio tra due ex coniugi. Da questa sentenza si è arrivati a un cambio profondo e strutturale nel panorama italiano dei divorzi. Il caso citato è infatti terminato in modo insolito.

L’ex moglie non ha ottenuto l’assegno di mantenimento che era stato precedentemente pattuito. Nonostante siano state sollevate critiche pesanti e accuse, la sentenza ha infatti stabilito che se il “coniuge più debole” risulta essere autosufficiente non vi sarà alcun contributo assistenziale.

Questa svolta porta a rivoluzionare il settore divorzi, che dal 2014 a oggi ha fatto registrare un profondo aumento, pari al 57%. Un dato che deve però anche tenere conto dell’arrivo del “divorzio breve”. Con la sua introduzione si sono inoltre abbassate anche le spese rispetto al passato.

E’ già stato spiegato che questa soluzione riguarderà in modo particolare le coppie, anzi ex coppie, da considerarsi “più ricche”. Si tratta di situazioni in cui il cosiddetto “coniuge debole” sembra essere generalmente la moglie, che sposa partner con una buona condizione finanziaria. Per alcuni addetti ai lavori però questa scelta potrebbe provocare non pochi problemi per le ex mogli.

La figura dell’ex moglie

Ciò che più conterà ora è il reddito, messo in relazione anche agli immobili di proprietà e alla possibilità di lavorare o avere un lavoro stabile. Se un’ex moglie può quindi mantenersi da sola, l’assegno non arriverà mai. In caso contrario, se si dimostra che vi è una disoccupazione reale, causata dalla difficoltà nel trovare un lavoro, l’assegno di mantenimento resta.

Bisognerà dimostrare la propria difficoltà economica, la mancata autonomia e indipendenza e soprattutto serviranno documentazioni che attestino i “no” ottenuti durante i diversi colloqui. L’impegno e i rifiuti dei datori di lavoro saranno premiati.

Sono a rischio anche quelle donne che hanno deciso di rinunciare alla carriera per dedicarsi alla famiglia. Potrebbe infatti non essere riconosciuto l’assegno per coprire la mancata contribuzione pensionistica.

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