Tecnologia

Carne sintetica, azienda USA promette la vendita nel 2018

Entro la fine del 2018 avremo carne sintetica disponibile sul mercato, secondo la start up californiana Hampton Creek. Fino a pochi anni fa, questa sarebbe sembrata una ipotesi fantascientifica; oggi invece potrebbe concretizzarsi entro la fine del prossimo anno, come annunciato dall’azienda recentemente. Il tutto con due anni di anticipo, rispetto all’unico altro competitor finora sul mercato.

La Hampton Creek è specializzata nella produzione di maionese vegana e di altri prodotti senza derivati animali. Secondo il Ceo della compagnia, Josh Tetrick, entro il 2018 sarà possibile avere carne sintetica sugli scaffali dei supermercati, e l’inserimento dei prodotti nuovi sarà agevolato dal fatto di avere già precedenti relazioni commerciali con i negozi che si occupano di distribuzione, senza dovere iniziare da zero.

La produzione di carne sintetica, o “carne pulita”, come la chiamano i ricercatori, è senz’altro una sfida, dal momento che in precedenza tutti i prototipi realizzati avevano il grande svantaggio del prezzo: mezzo chilo di hamburger sintetico, prodotto in laboratorio, nel 2013 veniva a costare 1,3 milioni di dollari. Prezzi non proprio concorrenziali, e che hanno impedito finora alle varie start up di cimentarsi nella produzione di carne sintetica su vasta scala. Sono molte le aziende che, nel mondo, sono al lavoro per la produzione di carne sintetica, da Mosa Meat a Impossible Food, ma fino ad oggi non era stato possibile predire un ingresso nel mercato entro tempi brevi: solo l’azienda Memphis Meat si era azzardata a predire un possibile ingresso nel 2021. A giocare a favore della start up Hampton Creek sono però le dimensioni, e il fatto che quest’ultima, grazie alla maionese vegana, è uno degli “unicorni” di Silicon Valley – ossia una compagnia dalla valutazione superiore al miliardo di dollari.

Il prezzo della carne sintetica quest’anno si è ulteriormente abbassato, 6mila dollari. Per abbassare ulteriormente la cifra bisognerebbe fare in modo di eliminare il ricorso al siero bovino fetale, ossia il sangue estratto da feti di mucche per far crescere la carne: i ricercatori sono al lavoro allo scopo di trovare alternative meno costose.

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