Curiosità

Speranza per combattere il cancro dal mare con vongole, ricci e spugne

Giungono dal mare gli alleati per combattere il cancro

Giungono dal mare gli alleati per combattere il cancro, forse questa è un’altra speranza per chi è stato colpito da questa crudele malattia…se malattia si può chiamare. Una nuova aspettativa per vincere il cancro che arriva dal mare con vongole, ricci e spugne?

Ma vediamo che casa ci dicono ricercatori competenti come il dottore Vittorio Venturi, esperto di batteriologia e la dottoressa Laura Steindler, dirigente del gruppo di Microbiologia marina dell’università di Haifa.

Il mare è “Una fonte ancora poco esplorata di molecole bioattive, che ci riserverà molte sorprese quanto è stato scoperto finora, ma mi chiedo soltanto una cosa: come mai abbiamo aspettato fino ad adesso?». Queste sono le parole di Vittorio Venturi, esperto di batteriologia, al timone di un gruppo di ricercatori al Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologie “Icgeb” di Trieste.

“Per esempio – riferisce all’AdnKronos Salute “Penso a un’intuizione importante sulla comunicazione fra batteri. Oggi sappiamo che questi si comportano come un gruppo e non come singoli. Una scoperta che ha rivoluzionato la microbiologia ed è stata messa a segno proprio studiando un batterio marino che vive in simbiosi con un calamaro “.

Batteri dal mare per distruggere il cancro?

“Questi batteri producono luce solo quando sono in tanti. Seguendo questa pista si è scoperto che anche altri batteri comunicano e agiscono in base al loro numero. Una svolta che apre una porta importante su diverse possibili applicazioni. La comunicazione batterica è un target del futuro per nuovi antibiotici. Agendo su questo fronte, per esempio, si può rendere la comunità più debole e confusa “.

 

Con l’avvenimento della convegno “Trieste Next 2017” si è fatto il punto sulle visioni future di questo filone di studi, ed in questa circostanza ha esposto la sua conoscenza anche Laura Steindler, dirigente del gruppo di Microbiologia marina dell’università di Haifa, che ha lo scopo nello varie proprietà nascoste, nello specifico, nelle spugne marine: “Motori che filtrano tantissima acqua “, chiarisce Venturi. “Alcuni batteri li mangiano, altri vivono in simbiosi con loro”. Steindler vuole scoprire come fanno le spugne a individuare chi mangiare e con chi convivere.

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