Cronaca

Napoli, finti controlli antidroga: arrestati i “Bonnie and Clyde” del Vomero

Sono accusati di aver commesso ben 33 rapine, queli che sono stati ribattezzati i “Bonnie e Clyde” del Vomero: una coppia di fidanzati, lui 35enne, lei 31 anni, entrambi di Napoli, che avvicinavano in prevalenza adolescenti, fingendosi agenti di un fantomatico reparto antidroga. Le “vittime” venivano fermate e perquisite, e venivano loro sottratti telefonini, denaro e oggetti preziosi, sequestrati con la scusa di dover eseguire dei controlli più approfonditi. Chi si opponeva si ritrovava ad essere minacciato con una pistola o con un coltello.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due avrebbero messo a segno trentatré colpi, tra luglio e settembre del 2016, tutti consumati tra Casoria, Casalnuovo e Acerra. I due erano già stati fermati lo scorso settembre, perché individuati come responsabili di una rapina commessa nel quartiere del Vomero: i militari li avevano identificati grazie alle telecamere della sorveglianza, e alla descrizione delle vittime. Da lì sono partiti accertamenti più ampi, che hanno poi portato all’identificazione della coppia.

I due sono Gianluca Bianco, 35 anni, e Caterina del Prete, 31: ricostruendo l’accaduto, emerge il dato secondi il quale i due lavoravano sempre in coppia, e utilizzando lo stesso modus operandi: l’uomo guidava lo scooter per gli spostamenti, la donna restava sul sellino posteriore; sempre l’uomo avvicinava le vittime, le aggrediva verbalmente, le immobilizzava sotto la minaccia di un coltello, mentre la donna frugava le persone, appropriandosi degli oggetti di valore (smartphone, denaro, preziosi) che venivano poi trattenuti “per accertamenti”.

Nel contesto dell’indagine è stata anche denunciata una coppia vicina ai rapinatori, un 39enne di via Michelangelo, già noto alle forze dell’ordine, e la sua compagna, 41enne. Questi ultimi sono ritenuti responsabili di favoreggiamento e di ricettazione dello scooter oggetto di rapina, rinvenuto nel loro box durante la perquisizione del loro domicilio.

Le rapine venivano per lo più commesse in rapida successione, in un caso: sei nel giro di due ore.

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