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Romanista Moreno: dolore per il suo paese

Il calciatore vicino al suo popolo manda messaggi di coraggio e di sostegno.

Moreno ed il Messico

In un’intervista rilasciata il calciatore ha dichiarato di essere molto scosso e di non saper descrivere il dolore che prova nei confronti della sua popolazione. Il giocatore sta vivendo questa vicenda da vicino tenendosi sempre aggiornato sulla situazione del suo Paese. Manda attraverso i giornali parole di supporto e sostegno a tutta la popolazione. Un pensiero particolare all’opera continua e impegnativa dei soccorritori. Conclude dicendo Fuerza Mexico. Héctor Moreno difensore della  Roma e della Nazionale Messicana. Nel 2006 esordisce con i professionisti, nel 2011 viene acquistato dall’Espaniol per un contratto di 5 anni. A giugno di quest’anno viene comprato dalla Roma.

Terremoto in Messico

Aumenta a vista d’occhio il numero delle vittime in Messico per il terremoto di questi giorni. 12 giorni fa un terremoto di 8.2 aveva scosso il paese causando 90 morti. Il 19 settembre un’ulteriore scossa di 7.2 e siamo arrivati ad un astima di 245 morti di cui la metà nella capitale. In una scuola sono morti 20 bambini e 2 due adulti. I soccorritori stanno lavorando giorno e notte per poter estrarre i corpi da sotto le macerie. Ci sono ancora 30 bambini e 2 adulti dispersi afferma il presidente messicano Enrique Pena Nieto. Due bambine una di 7 ed una di 12 anni sono state estratte vive dalle macerie.

Soccorsi

Risultano senza elettricità il 40% di Città del Messico ed il 60% dello Stato di Morelos. La protezione civile parla di decine di persone intrappolate sotto le macerie. Tante le scene di panico, persone che scappano, urla e scene di disperazione è il quadro in questi momenti. tanti sono gli edifici crollati, le strade interrotte e le voragini che si sono create sulle vie. Ingenti danni sono stati procurati nella città storica di Cuernavaca e nella parte sud di Città del Messico. I monumenti danneggiati sono molti tra cui il palazzo delle Cortes, il palazzo del governo e la cattedrale. E’ stato bloccato il traffico aerea dall’aeroporto di Città del Messico anche se dista 123 km dall’epicentro.

Solidarietà

La solidarietà è partita da tutti i fronti. Si stanno raccogliendo beni di prima necessità per tutte le famiglie che non hanno più nulla. I governi di molti paesi dell’America centrale e di tutto il resto del mondo hanno offerto aiuto. Messaggi da parte del Papa, del presidente americano Trump sono stati inviati al presidente messicano. la solidarietà è subito scattata come sempre succede in queste situazioni.

Terremoto e territorio

La distanza tra i due ipocentri (è il punto nel sottosuolo dove inizia a propagarsi la frattura che da origine ad un terremoto) è di circa 650 chilometri. Per questo motivo i due eventi non sembrano essere collegati. I sismologi per capire meglio natura e caratteristiche della scossa dovranno verificare e controllare i dati raccolti in questi ultimi giorni. Il paese è situato sopra tre grandi placche tettoniche e quindi buona parte del Messico è ad alto rischio sismico. La placca di Cocos è quella interessata nei terremoti di ieri e quello del 7 settembre. Buona parte del Messico si trova sopra la placca Nordamericana, la placca di Cocos lentamente sprofonda sotto di essa. La causa dei terremoti è l’avvicinamento della placca di Cocos di circa 75 millimetri ogni anno. Negli strati profondi di roccia si creano tensioni che si liberano quando si fratturano.

 

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