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Il senso del dovere è nemico dello sport: se lo provi ti muovi di meno

Il senso del dovere sarebbe uno degli ostacoli al raggiungimento della forma fisica, secondo uno studio pubblicato sulla rivista BMC Public Health. L’esperimento ha coinvolto quaranta donne tra i 22 e i 49 anni. Alcune di esse erano inattive – ossia facevano esercizio fisico per meno di due ore alla settimana – mentre le altre seguivano uno stile di vita attivo, ossia praticavano uno sport o facevano esercizio fisico per almeno due ore la settimana. Dalle interviste al campione oggetto di indagine è emerso che le donne che condividevano uno stile di vita attivo avevano un approccio all’esercizio fisico rilassato, e concentrato sulla sensazione di benessere derivante dal movimento.

Le donne che invece si mostravano inattive avevano un atteggiamento, nei confronti dell’esercizio fisico, improntato a un forte senso del dovere, e alla convinzione che, per essere efficace, il movimento dovesse essere costante, intenso e prolungato.

In altre parole, queste donne ritenevano di sentirsi “sotto pressione”, dal momento che “dovevano” fare sport, se volevano mantenersi in forma e perdere peso. Questo atteggiamento ne condizionava (in negativo) i comportamenti, facendo scemare la loro motivazione ad allenarsi e a migliorare.

Un approccio più rilassato (allo sport, ma in generale a varie altre cose) sembrerebbe dunque favorire la motivazione. Per il secondo gruppo di donne, quelle inattive, capitava spesso che ci si iscrivesse in palestra, ma che gli allenamenti venissero poi abbandonati dopo poche settimane. Motivo: l’eccesso, appunto, di senso del dovere, che portava queste donne a sentirsi obbligate a raggiungere gli obiettivi di allenamento, e le rendeva incapaci di rilassarsi nel tempo libero.

Per quanto riguarda le donne, invece, che continuavano ad allenarsi in palestra, il motivo sembrerebbe risiedere nel fatto che il saltare una sessione d’allenamento non veniva visto come la fine del mondo, e l’esercizio fisico non era messo tra gli obiettivi prioritari. Inoltre, lo sport non veniva visto come un ostacolo al tempo libero.

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