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Francia al voto con l’incubo del terrorismo: seggi blindati

La Francia va al voto con l’incubo del terrorismo strisciante: le presidenziali di oggi, 23 aprile, sono elezioni che si svolgono in un clima teso e difficile, che fa seguito allo stato di emergenza al quale la città è stata sottoposta, dopo le stragi del 13 novembre 2015 a Parigi e il più recente attentato degli Champs Elisées. Un voto “blindato”, quello di oggi: lo conferma una circolare dei servizi segreti francesi, pubblicata in esclusiva dal quotidiano Le Parisien.

I seggi sarebbero “obiettivi vulnerabili”; al primo posto, tra i rischi previsti, c’è “la minaccia jihadista”, che renderebbe necessaria la presenza della polizia all’apertura dei seggi, e un contatto permanente tra le prefetture “e i luoghi di spoglio”. Altro rischio previsto sarebbero le “violenze urbane” per raduni dopo l’annuncio dei risultati, in particolare se per il ballottaggio dovesse qualificarsi la coppia Le Pen-Mélenchon. Per avere a disposizione uomini sufficienti, sono state effettuate restrizioni nei permessi di polizia, gendarmi e militari. Infine, incombe la minaccia informatica, contro la quale è stato rafforzato lo scudo anti-hacker del Ministero dell’Interno.

Ecco quindi che 50.000 agenti, tra polizia e gendarmeria, sono stati mobilitati, oltre ad altri settemila destinati a rafforzare la sicurezza negli oltre sessantamila seggi aperti in tutto il Paese. L’affluenza alle urne a mezzogiorno era del 28,54%, in lieve aumento rispetto a quella del 2012; i seggi saranno aperti dalle otto del mattino alle sette di sera, nella maggior parte del Paese; in alcune città, invece, essi resteranno aperti fino alle otto di sera, orario in cui si cominceranno ad avere le prime proiezioni.

I candidati, sono undici, ma solo quattro, secondo le rilevazioni dell’ultima settimana, sarebbero i “favoriti”: Emmanuel Macron (En Marche!), Marine Le Pen (Front National), François Fillon (il candidato dei Repubblicani) e Jean-Luc Mélenchon (estrema sinistra) . Segue, ad una certa distanza, Benoit Hamon, che ha vinto le primarie del Partito Socialista.

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