La mossa della Le Pen: “Mi sospendo dalla presidenza del Front National”

Mossa a sorpresa della Le Pen, in vista del secondo turno delle presidenziali

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Marine Le Pen fa la sua mossa in vista del ballottaggio del sette maggio: si sospende dalla Presidenza del Front National. Lo ha annunciato ieri sera al tg di France 2, aggiungendo che da ora in poi sarà soltanto “la candidata alle presidenziali”. La sfida per l’Eliseo val bene la presidenza di un partito. Ora il testa a testa è tra due personalità, due programmi, due storie completamente diverse: Emmanuel Macron, centrista, ex ministro dell’economia, dell’industria e del digitale; fonda, nel 2016, il movimento politico neo-socialista En Marche!, alla testa del quale si pone, in vista delle presidenziali del 2017. Lei, Marine Le Pen, la donna che incarna i valori dell’estrema destra, quelli del partito fondato nel 1972 dal padre, Jean-Marie Le Pen. I due si affronteranno nuovamente al secondo turno delle presidenziali, il sette maggio, e stando ai sondaggi – che finora si sono dimostrati piuttosto affidabili – Macron batterebbe la Le Pen di venti punti, vincendo col 60% delle preferenze a fronte del 40% attribuito alla Le Pen.

Da qui il “colpo di coda” della Le Pen: “Questo mi consentirà di essere al di sopra delle considerazioni di parte”. Da ieri sera, subito dopo l’arrivo dei risultati definitivi – che mettono in evidenza una vittoria più ampia per Macron, con il 24,01% delle preferenze, contro il 21,30% della Le Pen – è cominciata l’offerta di voti da parte di chi ha perso, sì, ma vuole sbarrare la strada al Front National. “La presenza dell’estrema destra fa di nuovo correre un rischio al Paese” ha detto ieri Hollande, che ha anche aggiunto che voterà Macron al secondo turno.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha augurato “tutto il meglio per le prossime due settimane” a Macron, sottolineando il suo appoggio “a un’unione forte, e a un’economia sociale di mercato”. “Madame Frexit”, come spesso viene definita la Le Pen, è in effetti diventata una sorta di spauracchio per tutti i sostenitori dell’Unione Europea, dal momento che i cardini del suo programma elettorale sono l’uscita dall’Europa, il ritorno al franco, la chiusura delle frontiere, insieme alla lotta contro l’islam radicale e l’immigrazione di massa.