Corea del Nord: pronti ad affondare portaerei USA

La Corea del Nord alza i toni e afferma di voler cancellare "dalla faccia della Terra" gli USA, "l'impero di tutti i mali"

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La Corea del Nord si dice pronta ad affondare la portaerei USS Carl Vinson, da oggi impegnata in un breve ciclo di manovre congiunte con due cacciatorpedinieri giapponesi. L’attacco avverrebbe nel momento in cui la portaerei si troverà nelle acque della penisola coreana. “Le nostre forze rivoluzionarie sono pronte ad affondare la portaerei Usa” tuona minaccioso il quotidiano ufficiale del Partito dei Lavoratori, Rodong Sinmun. L’attacco sarebbe un “esempio attuale per mostrare la forza dei nostri militari”.

La Corea avverte l’America che è “pronta a cancellarla dalla faccia della Terra“: l’accusa che si rivolge agli USA è quella di voler pianificare un attacco ai danni della Corea del Nord, attuato tramite armi chimiche. Il regime sostiene che le forze americane hanno recentemente portato in Corea del Sud attrezzature per cercare di provocare una guerra biochimica, ai danni della Corea del Nord. “Non saremo spettatori inerti alle mosse degli USA”, si legge in un documento, pubblicato ieri sul Rodong Sinmun. Secondo il documento, la Corea del Nord “concluderà lo stallo con gli Usa, l’impero dei mali, cancellandoli dalla faccia della Terra“.

Proprio in queste ore, la portaerei USS Vinson sta proseguendo il suo viaggio verso la penisola coreana; i due cacciatorpedinieri giapponesi hanno raggiunto oggi la Vinson e due altre navi da guerra americane. La Vinson ha cambiato rotta proprio per virare verso la Corea del Nord.

I toni usati nel documento riportato sul Rodong Sinmun sono a metà strada tra la minaccia e la propaganda, e cadono a due giorni dal 25 aprile, data delle celebrazioni per l’ottantacinquesimo anniversario della Korean People’s Army (KPA), tra gli appuntamenti ritenuti sensibili per effettuare un altro lancio di missile, o un nuovo test nucleare (il sesto).

Nelle prossime ore, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dovrebbe consultarsi telefonicamente con i presidenti di Cina e Giappone, per fare il punto sulla situazione della Corea del Nord. Nei giorni scorsi, Washington ha chiesto a Pechino di fare di più per frenare il suo alleato storico Pyongyang, la “minaccia della Corea del Nord”.