Politica

Donald Trump: possibile “un grande conflitto” con la Corea del Nord

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervistato dall’agenzia Reuters per i 100 giorni del suo mandato, esprime la possibilità che con la Corea del Nord si arrivi a un “grande conflitto” (“a major conflict“). Ciò a causa del programma nucleare e missilistico di Pyongyang, che si sta rivelando una potenziale minaccia per il resto del mondo; anche se, afferma il Presidente, “sarebbe preferibile una soluzione diplomatica; ma è molto difficile” che si arrivi a quella.

Trump ha dunque segnalato una svolta nella collaborazione con Pechino: pur elogiando il Presidente cinese Xi Jinping, per i suoi tentativi di mediazione con Pyongyang, afferma: “So che vorrebbe fare qualcosa, ma è possibile che non possa”. “È una brava persona, l’ho conosciuto bene; ama la Cina, e il popolo cinese. Non vuole vedere caos e morte”, aggiunge. Tuttavia, tutte le buone intenzioni potrebbero non bastare, secondo il Presidente, di fronte alle minacce di Pyongyang di scatenare un nuovo conflitto.

Pochi giorni fa, l’amministrazione Usa aveva definito le politiche di Kim Jong-un “una minaccia urgente della sicurezza nazionale, e una priorità della politica estera”. Anche il primo ministro australiano, Malcom Turnbull, prende molto sul serio le minacce di Kim Jong-un, e in un’intervista radiofonica ha espressamente dichiarato di temere un attacco della Corea del Nord ai danni dei Paesi vicini.

Dunque, “un grande, grande conflitto” sarebbe possibile; tuttavia il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha annunciato che la Cina ha minacciato sanzioni contro la Corea del Nord, al fine di scongiurare un altro test nucleare; e ha definito il dittatore nordcoreano “spietato“, ma non un folle. Sulla razionalità o meno di Kim Jong-un, invece, non si pronuncia Donald Trump, il quale ha risposto – a chi gli chiedeva un parere sul comportamento del leader della Corea del Nord – che: “Ha preso il potere a 27 anni, quando suo padre morì”; e che “si dica quello che si vuole, tranne che è stata un’impresa facile”.

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