“Pirati dei Caraibi”, il nuovo capitolo della saga hackerato: chiesto un riscatto enorme in bitcoin

"La vendetta di Salazar" potrebbe finire online se la Disney non paga il riscatto

454
Hackers - Pirati dei Caraibi

Anche la Disney sembra finita nel mirino degli hackers, che negli ultimi tempi sembra si stiano dando parecchio da fare ovunque: dopo il gigantesco attacco ai danni di oltre 200mila computer sparsi in tutto il mondo, e che nei giorni scorsi ha tenuto col fiato sospeso, a causa del ransomware Wannacry – è emerso un nuovo “caso” di furto digitale.

Un gruppo di criminali informatici avrebbe rubato il quinto capitolo della saga “Pirati dei Caraibi”, La vendetta di Salazar, e si dice diposto a metterlo online se la società che lo ha prodotto, la Disney, non pagherà un riscatto enorme (in bitcoin).

La minaccia, in concreto, è di pubblicare il film “a pezzi”: prima cinque minuti, poi venti, infine l’intera pellicola. Bob Iger, l’amministratore delegato della Disney, ha dichiarato che il riscatto ammonta a un’enorme quantità di denaro, che andrebbe versata in bitcoin (una valuta virtuale).

Il punto è che l’azienda non sembra disposta a pagare: le dichiarazioni in tal senso sono inequivocabili, Iger dice che la Disney non pagherà il riscatto, e che sta lavorando in collaborazione con l’FBI, allo scopo di svelare l’identità dei criminali informatici. Compito non facile, dal momento che gli hackers conoscono le tattiche usate per rintracciarli, e hanno la capacità di schermarsi e di sventare ogni tentativo di tracciamento: un hacker egiziano, ad esempio, potrebbe usare un software svedese, allo scopo di simulare la provenienza da un’altra parte del mondo, mentre invece si trova in Egitto.

Il precedente: Orange is the New Black

Questa non è la prima volta in cui si verifica un episodio del genere: poche settimane fa, un gruppo di hacker aveva rubato gli episodi (inediti) della quinta stagione di Orange is the New Black, la serie targata Netflix – e tutta al femminile – che ha per protagoniste le detenute del carcere di Litchfield. In quel caso, gli episodi erano finiti online, dal momento che la società si era rifiutata di pagare il riscatto.