Tecnologia

La medicina del futuro: con cinque “P”, riscrive la battaglia contro le malattie

All’annuale Giornata della Ricerca dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, dedicata a “Innovazione e Tecnologia per la salute umana”, quest’anno si è parlato di robot e di nuove tecnologie, applicate all’ambito della medicina. Due gli scienziati che, nel campo della robotica e della farmacologia, si sono avvicendati sul palco per illustrare i progressi fatti e le aspettative circa il futuro: Garret A. FitzGerald, Professore di Medicina Traslazionale presso la Perelman School of Medicine, in Pennsylvania; e Guang-Zhong Yang, che, tra le altre cose, è fondatore ed editor della rivista Science Robotics, e direttore e co-fondatore dello Hamlyn Centre for Robotic Surgery, a Londra.

Nel 2020, secondo Guang-Zhong Yang, si prevede un investimento di oltre 16 miliardi di dollari nel campo dei robot chirurgici e diagnostici. “Il successo dei primi robot chirurgici”, spiega Yang, “ha ispirato l’ideazione e la costruzione di strumenti più piccoli, sicuri ed efficienti”, allo scopo di esplorare con una maggior precisione il corpo umano, per predire e prevenire le malattie. Le “nuove frontiere” dei robot chirurgici prevedono la costruzione di robot con braccia sottili quanto un capello, e tuttavia robuste ed efficienti, in grado di sondare gli organi del nostro corpo alla ricerca delle malattie senza passare per la biopsia, in modo da ottenere diagnosi precoci e meno invasive.

Questa è la nuova medicina, la medicina delle “cinque P”: “P” come Prevenzione, Predizione, Personalizzata, Partecipativa, e “P”, anche, intesa come Precisione, la precisione, chirurgica appunto, dei robot e delle nuove tecnologie, utilizzate in ambito sia chirurgico che della medicina traslazionale, che prevede nuovi strumenti diagnostici in grado di analizzare la risposta del singolo individuo ai farmaci.

Il trend del futuro è quello dei robot in scala nanoscopica; in Italia, la strada è ancora tutta in salita e le cose procedono con lentezza, ma nonostante i costi non indifferenti sono attualmente operativi all’incirca 90 robot chirurgici. I limiti più importanti sono, appunto, l’alto costo delle apparecchiature, al quale vanno aggiunte le spese di manutenzione delle stesse.

 

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